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Craxi e la riforma costituzionale- Firenze
post pubblicato in LIBERTA' E DEMOCRAZIA, il 18 gennaio 2010

 

 

 

 

Comitato per la Libertà nella Costituzione

 

19 gennaio 2010 , decennale della morte di Bettino Craxi

 

 

Non è senza rimpianto che si celebra questo 19 gennaio, rimpianto per la precoce scomparsa di  un uomo che nei pregi e se pur nei difetti, ha saputo dare al proprio Paese un contributo politico di livello altissimo e che a ragione è uno dei pochi politici della Repubblica Italiana che si può chiamare statista .

La personalità di Bettino Craxi è stata dirompente e significativa nell’interpretare la nuova Italia uscita vinta dalla seconda guerra mondiale , quell’ Italia che aveva saputo utilizzare al meglio gli aiuti del dopoguerra e diventare un paese ricco e una  delle potenze economiche mondiali .Ma finiti gli aiuti il Paese si trovava a dover confermare le proprie autonome potenzialità. Il 68 e gli anni di piombo minavano il risultato raggiunto !

 

Bettino Craxi , è stato l’unico politico in quegli anni ,  ad  avere  capito quanto il paese era cambiato, quanto corresse su due binari distinti (socio-economico e statale) e quanto sarebbe stata necessaria  una significativa riforma dello Stato,un nuovo motore per il Paese che consentisse maggiore dinamica e velocità per stare al passo nella nascente globalizzazione,e  che solo una diversa struttura costituzionale poteva garantire. L’abulia politica italiana, unita a interessi gattopardeschi, non gli ha permesso che pochi aggiustamenti  giusto per non rallentare fino a  ‘mani pulite’  una delle peggiori pagine della storia repubblicana .

Nel 1996 nasceva il nostro Comitato e nel 96 dall’esilio e non latitanza, Bettino Craxi scriveva della necessità di un ‘assemblea costituente’ ( in allegato l’articolo apparso sull’Umanità , accanto ad un articolo del presidente del nostro comitato, Laura Lodigiani) .

Anche nel   solco tracciato da Bettino Craxi , di cui ne abbiamo sempre condiviso la visione,  per un’adeguata riforma dello Stato continueremo a perseguire l’obiettivo che da quasi 15 anni ci siamo dati : di promuovere una sostanziale riforma della Costituzione  nel segno fondante:La Repubblica democratica italiana è uno Stato di diritto fondato sulla libertà e il rispetto della persona.

 

 

Comitato per la Libertà nella Costituzione - Firenze

 

 

 




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E' cominciato un Anno Nuovo ???
post pubblicato in diario, il 2 gennaio 2010

 

 

 

E’ cominciato il nuovo anno;    senza essere nient’ altro che partenza di un periodo  nel giorno successivo a quello che ha chiuso un 2009 da dimenticare.

Alla sua fine vorremo dimenticare anche questo.

 

Se parliamo di geo-politica, tutto fa pensare ad un anno in cui le guerre si moltiplicheranno in ragione dell’ espansione certa del terrorismo in ordine ad una altrettanto certa implementazione della sharia e della costituzione del Grande Califfato mondiale unanimemente invocato dal mondo islamico.

Spero solo che il nostro Governo e/o quelli successivi, vorranno portare al giusto livello di potenza e di efficienza-efficacia le nostre Forze Armate e le Forze dell’ Ordine, varando opportune norme organizzative e fornendo mezzi adeguati di bilancio.

E’ da auspicare inoltre una chiara presa di coscienza del problema da parte dell’ Europa del Nord in generale e del Popolo italiano intero per quanto ci concerne.

 

Dalla politica interna mi aspetto veramente poco, se non ridimensionamenti di alleanza a livello segreterie di partito,  consumati  nei Palazzi Romani del potere.

Le riforme, quelle vere, si fanno partendo dalla riforma di aggiornamento alle  mutate situazioni politico-sociali del Paese anche in correlazione con l’ ingresso in una Europa disunita e della globalizzazione,  della COSTITUZIONE ITALIANA.

La cosa non può essere, per la sua stessa credibilità, opera di maggioranze o di inciuci, ma deve derivare solo dal serio,  superiore ed approfondito lavoro di una Assemblea Costituente che dovrebbe essere addirittura richiesta a nome del Popolo dallo stesso suo Rappresentante, il Presidente della Repubblica.

Qualsiasi altra via è portatrice di superficialità, settarismo e incompletezza, che si ripercuoterebbe sulle future leggi dello Stato portando al definitivo degrado del già precario assetto istituzionale del Paese.

 

Sinceramente non vedo sufficiente serietà,   tale da portare alla discussione ed all’ ottenimento di questo necessario al paese,   da parte di nessuno in maniera chiara ed inequivocabile.

 

Mariano Scavo

 

 

 

 




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auguri
post pubblicato in diario, il 23 dicembre 2009

 

 

 

BUON   NATALE
E
FELICE ANNO NUOVO
A
TUTTI
 
 



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Cose chiare, chiare ???
post pubblicato in diario, il 19 dicembre 2009

 

 

 

Stralcio da una lettera che ho inviato ad un amico VIP

 

……… Il dialogo era naufragato prima ancora di cominciare. Anche i Leaders di sinistra più moderati hanno accettato il dialogo con questi presupporti...""questo NO,  questo si fa così,  questo non deve neanche essere motivo di dialogo ""... se no ...  in puro stile gramsciano. Giusto tendere la mano dopo tutte le volte che le risposte sono state queste ?  Giusto, ancora, tendere la mano dopo quanto dichiarato dal Premier sulla determinazione da usare per mandare avanti le riforma ???

La sinistra non vuole le riforme, e questo lo ha capito e me lo diceva, il mio amico netturbino semi-analfabeta .......

Di Pietro ha dichiarato guerra, Casini a mezza botta e Fini chiaramente gli hanno dato credito.... bene !

Guerra sia, senza se e senza ma.

 

Mariano  Scavo

 

 




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Troppa violenza: reagire
post pubblicato in diario, il 14 dicembre 2009

 

 

 

Ieri è successo quello che mi aspettavo da tempo: un attentato.

Chiunque  ha fatto il gesto, è soltanto e inequivocabilmente il frutto dell’ odio che da 14 anni le sinistre e gli extraparlamentari fomentano verso un Uomo e ciò che rappresenta e chi rappresenta.

 

Pur impiegando  TUTTI  i mezzi democratici e legalmente accettabili di questo mondo, ora dobbiamo dire  BASTA  e rialzare la testa che, come struzzi, avevamo ficcata nella sabbia ……” tanto ci  pensa Berlusconi” !

 

Mi aspetto, ma forse sono un illuso, che il popolo che sostiene il Premier si raccolga compatto intorno a Lui, alla Democrazia, all’ Ordine e alla Sicurezza delle Istituzioni e nostra.

Dobbiamo condannare senza mezzi termini ed opporci a qualsiasi violenza delle sinistre e dei loro accoliti, materiale o verbale che sia.

Non possiamo più accettare di essere zittiti dai militanti di sinistra e dai loro compari e non possiamo pedestremente accettare gli inviti del nostri vertici alla signorilità e alla pacatezza.

 

Se la principale responsabilità di quello che sta accadendo in Italia è degli istrioni di sinistra, dobbiamo riconoscere che abbiamo, tutti noi con la nostra eccessiva moderazione, dimostrando paura ed acquiescenza verso la violenza:  anche questa è istigazione alla violenza.

 

Mariano Scavo

www.tolleranza0.ilcannocchiale.it

 

 




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Verso il Califfato Universale
post pubblicato in diario, il 12 dicembre 2009

 

 

L' Occidentale

Bat Ye’or è lo pseudonimo della scrittrice egiziana Giselle Littman, che da ebrea nel 1955 dovette subire il ritiro della cittadinanza egiziana e fu costretta a rifugiarsi in Inghilterra, dove in seguito ottenne la nazionalità britannica. Ha insegnato archeologia all’University College di Londra e scienze sociali all’Accademia di Ginevra. Esperta a livello mondiale di islam e jihad, ha pronunciato discorsi al Congresso degli Stati Uniti e alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, mentre i suoi studi sono molto seguiti negli ambienti di lotta al terrorismo. Dopo il famoso best seller Eurabia, oggi la casa editrice Lindau pubblica anche in Italia il suo Verso il califfato universale – Come l’Europa è diventata complice dell’espansionismo musulmano, in cui torna ad analizzare la resa del Vecchio Continente all’islam radicale, denunciando con un grido sempre più allarmato e deciso come a ciò sia sottesa la regia occulta dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI), che riunisce 57 paesi e oltre un miliardo di persone.

Alla base del problema non c’è solo la provata pianificazione dell’OCI per una conquista dell’Occidente ormai non di tipo militare – come evidenziato anche da molti osservatori internazionali –, ma soprattutto l’insipienza di certe élite culturali e politiche europee che non si avvedono di quanto stia accadendo, favorendo tale piano e addirittura stigmatizzando chi vi si oppone. «La strategia dell’OCIi è sottile e insinuante – spiega l’autrice –. Controlla la politica dell’Europa con la minaccia del terrorismo e l’arma dell’immigrazione (insieme con quella, connessa, della demografia). La ricatta economicamente grazie al petrolio. La inibisce culturalmente facendo leva sulla mancanza di un’identità condivisa e sfruttando i sensi di colpa di gruppi sociali ostaggio del politically correct. La insidia sul piano religioso, incoraggiando il proselitismo e le conversioni, mentre la predicazione (e anche la semplice pratica) cristiana resta un tabù in molti paesi musulmani».

Ma l’OCI si muove transnazionalmente anche e soprattutto sul piano legislativo per diffondere sempre più la sharia, la legge coranica, in luogo del diritto democratico. Il primo tragico errore lo ha commesso nel 2007 la Gran Bretagna consentendo di riconoscere ufficialmente la sharia come fonte di diritto, e di far quindi sottostare i musulmani inglesi a norme teocratiche, maschiliste e oscurantiste, in materia di divorzio, eredità e violenze interne alla famiglia: il risultato, a distanza di due anni, è terribile, con la perdita totale di secoli di conquiste in termini di diritti sociali, umani e politici per intere generazioni di donne e di uomini.

Secondo l’autrice, l’Europa sta rapidamente diventando parte della ummah, la comunità dei fedeli islamici, mentre ai non musulmani spetterà il ruolo segregato di dhimmi, cittadini di seconda categoria con diritti inferiori, minoranza in condizione d’estrema umiliazione fondata sul disprezzo dei non musulmani da parte degli islamici praticanti. Bat Ye’or individua gli errori dell’Europa/Eurabia in questi fattori: aver abiurato la sua storia e i suoi valori democratici con una mal riposta tolleranza proprio verso i suoi nemici; aver ripudiato le radici cristiane perfino nella Costituzione dell’Unione, senza comprendere che la democrazia europea e la pari dignità degli individui nascono esattamente da quella cultura cristiana; aver sostituito addirittura nella scuola pubblica lo studio della cultura liberale e autenticamente democratica con l’insegnamento del Corano; la nuova ambiguità nei rapporti con gli Usa, di contro a un avvicinamento politico e culturale con regimi musulmani privi di democrazia e diritti umani; l’abbandono di Israele per un appoggio ideologico e propagandistico di Hamas e del terrorismo palestinese; da ultimo, la negazione dell’origine ebraica del cristianesimo al fine di avvicinarlo all’islam, in una falsa prospettiva di dialogo euro-arabo.

In una recente intervista, la studiosa ribadisce la sua previsione di come il mondo libero stia precipitando verso il califfato universale, obiettivo dell’OCI, e di come la completa islamizzazione dell’Occidente sarà possibile paradossalmente grazie alla complicità dei governi occidentali: «Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che l’OCI chiede all’Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano dal Nordafrica»; quindi il cavallo di Troia è sicuramente l’immigrazione, ossia la presenza fisica di comunità musulmane che non hanno alcuna intenzione d’integrarsi coi paesi europei da cui sono ospitati, e di cui mirano a sostituire i cardini giuridici e sociali sotto la guida delle strategie politiche – mascherate da predicazioni religiose – di imam integralisti e politici islamisti. «Questa decisione è stata presa alla conferenza islamica del 2005, vertice durante il quale sono state anche decise le linee guida che caratterizzeranno i prossimi dieci anni di azione islamica. Nel mio libro fornisco la lista di queste decisioni».

Ciò va di pari passo con la propaganda anti-israeliana in atto in Europa e recepita pedissequamente da troppi media, partiti politici, e opinion-leader: «L’OCI è composta dai ministri degli Esteri di 57 paesi, elencati nel mio libro, che sono una sorta di Onu islamico: nella sua carta costituente si dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire la sede dell’Organizzazione della Conferenza Islamica. Quello che il mondo arabo vuole creare (con la complicità dell’Europa e degli Usa islamizzati – ndr) è una pace senza Israele, in cui uno Stato sovrano – Israele, appunto – dovrà, secondo loro, essere eliminato. L’OCI ha anche creato una corte di giustizia islamica internazionale che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all’Organizzazione. Questa corte avrà la facoltà di perseguire i reati contro l’islam giudicandoli in base alla sharia».

Nel libro della Bat Ye’or si evidenzia l’incapacità dell’Unione Europea di reagire al pericolo poiché «i governi, la stampa e la cultura sono oggi alleati con i paesi musulmani. L’UE è fortemente legata ai paesi arabi con accordi commerciali e le università hanno addirittura accettato libri approvati dall’OCI. Testi che hanno come base non la conoscenza obiettiva della storia, ma la storia vista secondo i dettami islamici. In Europa vengono costruite moschee e scuole islamiche, delle vere e proprie madrasse, per far sì che le nuove generazioni crescano all’interno della sharia, ed evitare così la loro occidentalizzazione. Dobbiamo capire che l’unica strada che abbiamo è difenderci da questa organizzazione che conta al suo interno rappresentanti politici, ministri e presidenti delle peggiori dittature. In Europa la gente ha cominciato già da tempo a percepire una situazione di disagio ma questa strategia è complicata e tenuta, almeno per il momento, in un profilo molto basso. In questo modo è molto difficile difendersi contro qualche cosa che non si vede».

Le armi di difesa contro questo conflitto in corso possono essere essenzialmente due: la prima è prendere atto di cosa stia succedendo veramente, senza nascondere la realtà per timore d’essere tacciati di razzismo o xenofobia, cosa di cui regolarmente e ingiustamente vengono accusati coloro che mirano soltanto a difendere principi e valori democratici di libertà e tolleranza, senza nessun sentimento di ostilità pregiudiziale verso altre religioni o razze: oggi il vero razzismo è esattamente l’opposto, quello dell’integralismo islamico contro gli Occidentali. Secondariamente, occorre appoggiare «i molti musulmani che si battono per mantenere i valori universali di dignità e uguaglianza. Queste persone, che vengono costantemente minacciate, sono molto coraggiose e sanno che quando entrano in questa ottica si prendono dei rischi enormi sia per loro sia per le loro famiglie. Vanno aiutati, seguiti e protetti, sono degli alleati preziosi ed insostituibili. C’è da augurarsi che i governi europei sappiano proteggerli come meritano».

Riguardo a quest’ultimo profilo, non si dirà mai abbastanza come sia necessario far nascere un neo-femminismo nelle donne di cultura e origine islamica affinché inizi a scardinare gli obiettivi dell’islam integralista. Verso il califfato universale è un’opera fondamentale per capire la nostra realtà, al di là di pregiudizi politici e culturali.

http://loccidentale.it/articolo/la%20strategia%20di%20consuiqsta%20dell'organizzazione%20della%20conferenza%20islamica.0083041

 




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Berlusconi a Strasburgo
post pubblicato in diario, il 11 dicembre 2009

 

 

 

Silvio infiamma i colleghi. "Discorso sacrosanto, è un vero combattente"

di Adalberto Signore

·                

Il presidente del Ppe a Strasburgo: «Ha fatto bene, qui la percezione è distorta dalla stampa di sinistra»

 

  Strumenti utili

«Erano parole ineccepibili, la fotografia della realtà. Ora ci manca solo che non posso raccontare come stanno le cose in Italia davanti al congresso del Partito popolare europeo che, vista la rappresentatività del Pdl, considero un po’ come casa mia». Silvio Berlusconi risponde così a chi in privato gli fa notare la valanga di dichiarazioni e di critiche che arrivano dall’Italia. Non tanto quelle nel merito, quanto quelle sull’opportunità di tenere un simile intervento davanti al congresso del Ppe. Una scelta niente affatto casuale, visto che nelle intenzioni del Cavaliere c’è proprio quella di «mettere al corrente» i colleghi europei della «realtà italiana» che a loro «arriva distorta dai giornali di sinistra».
E invece da Roma si sbracciano in molti, soprattutto nell’opposizione, per cucire su Berlusconi l’ennesima gaffe. Così, si passa da chi definisce il premier un «bullo» a chi gli dà del «caudillo sudamericano», fino ad arrivare al segretario del Pd Pierluigi Bersani che non può che prendere atto del fatto che ormai «il rischio populismo» del nostro Paese «preoccuperà anche il Ppe». Di certo, allarma il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione che appena finito di ascoltare l’intervento del Cavaliere lo accusa di dare dell’Italia «l’immagine del Paese di Pulcinella» perché «le beghe interne non si devono portare in Europa». Un concetto su cui coraggiosamente insistono anche nell’opposizione, proprio gli stessi - ricorda l’eurodeputata del Pdl Licia Ronzulli - che due mesi fa hanno chiesto al Parlamento di Strasburgo di difendere la nostra democrazia e votare una mozione sulla libertà di stampa in Italia.
Il punto, però, è che lo sdegno italiano non corrisponde affatto al clima che si respira a Bonn. In primo luogo perché se davvero fosse stata così tanto sgradita la sortita di Berlusconi, con ogni probabilità Antonio Tajani non sarebbe stato riconfermato vicepresidente del Ppe con 366 voti, oltre 300 in più rispetto a quelli della sola delegazione del Pdl. Un segnale che trova conferma anche nelle parole di due membri illustri del Partito popolare europeo. Il primo è Peter Hintze, rieletto ieri primo vicepresidente del Ppe. Sottosegretario all’Economia in Germania e uomo forte di Angela Merkel in Europa, Hintze definisce il discorso di Berlusconi «davvero splendido». «Ha parlato - spiega lasciando il Congresso - da vero combattente che lotta contro la sinistra europea». Allo stesso modo Wilfried Martens, neopresidente del Ppe. Che non entra nel merito dell’intervento del Cavaliere ma ci tiene a dire che «dopo la Prima guerra mondiale» Berlusconi «è il primo presidente del Consiglio italiano ad avere una maggioranza così forte». Difficile, insomma, interpretarla come una presa di distanza.
Decisamente più netto, invece, il francese Joseph Daul, presidente del gruppo del Ppe a Strasburgo dal 2007. «L’intervento di Berlusconi? Sacrosanto. Ha fatto un ottimo discorso, molto ascoltato e apprezzato». E all’obiezione sull’opportunità di affrontare in questa sede le questioni interne italiane, Daul risponde così: «Qui arriva una percezione distorta dalla stampa di sinistra, bene ha fatto a dire la sua. Anche perché nei giudici che stabiliscono da soli della vita e della morte delle persone io non ho alcuna fiducia. I tribunali sono un’altra cosa, ma i giudici hanno da soli il potere di metterti in manette dalla sera alla mattina senza neanche chiederti scusa quando finalmente ti viene riconosciuta la tua innocenza». Insomma, Berlusconi non ha fatto altro che «replicare» a «quella stessa sinistra» che due mesi fa voleva far approvare al Parlamento di Strasburgo una mozione sulla mancanza di libertà di stampa in Italia. Quella stessa sinistra che «insinua che il vostro non sia più un Paese democratico e uno Stato di diritto». Nel Ppe, insomma, non sembrano così «preoccupati» come auspica Bersani. Almeno stando alle parole del presidente, del vicepresidente vicario e del capogruppo al Parlamento europeo.

 




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Appello
post pubblicato in diario, il 9 dicembre 2009

 

 

 

A Sua ex Eminenza l’Ayatollah Tettamanzi.

In nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole  e del suo rasul il Profeta Maometto, la preghiamo di considerare la stringente necessità di una sua presenza nel Darfur, in Iraq, a Gaza ed in Indonesia, dove il popolo di Allah non è ancora, malgrado l’impegno profuso dagli imam locali, riuscito a debellare tutti gli infedeli cristiani.

Contiamo sul suo fattivo aiuto, affinché tutti gli infedeli cristiani siano uccisi o convertiti all’Islam. Non si preoccupi di Milano e dell’Italia, ci sono altri imam e mullah in grado di proseguire la Sua preziosa opera per la vittoria dell’Islam.

Ci permettiamo di ricordarLe che il Suo compito potrà essere degnamente proseguito dal mullah Sciortino, che ha già dato prova della sua devozione, dirigendo un giornale, astutamente falso cristiano: Fanghiglia Cristiana.

Speriamo che non vorrà deludere i suoi fedeli combattenti per l’Islam, che questi cristiani spregevoli chiamano terroristi. 

 Allah akbar

 




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Vogliamo sapere
post pubblicato in diario, il 3 dicembre 2009

 

 

Presidente Berlusconi,

Gli alleati del PdL tentano continuamente di ricattarla;  all' interno del PdL Fini, come altri prima di lui ma da sempre in combutta con lui, sta creando un clima di lotta che sconcerta noi elettori.

NON  CREDE  SIA  IL  CASO  CHE  LEI  PARLI  AL  PROPRIO  ELETTORATO PER  QUANTO  GLI  CONCERNE  E  ALLA  NAZIONE  INTERA  CHE  E'  DANNEGGIATA  DALLO  STOP  CHE  ALLE  RIFORME  PROCURANO  LE  LITI  DA  OSTERIA  NELLA  MAGGIORANZA,  SPIEGANDO  FINALMENTE  A VOCE  ALTA COSA  STA  SUCCEDENDO  E  SOPRATUTTO  COSA  LEI  INTENDE  FARE  PER  SISTEMARE  QUESTA  SITUAZIONE,  DIVENTATA  ORMAI  INSOSTENIBILE ?

Mariano  Scavo  .  Reggio Emilia

 

 

 




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Informazione importante
post pubblicato in diario, il 27 novembre 2009

 

 

Il giornale.it

 

Prima pagina:

 

IL  PREMIER  HA  DECISO

 

BERLUSCONI  A  FINI:  CON  ME  O  FUORI

Parole pesanti del Cavaliere:  “ Tentativo di abbattere il governo condotto dai magistrati attraverso una persecuzione”.  Siamo sull’ orlo di una guerra civile, che si può evitare solo con la riforma della Giustizia.

 

 

I vertici del Pdl: unanimità sulla riforma della giustizia. La votazione (32 sì) plebiscito contro il presidente della Camera. La sintesi di Berlusconi: con me o fuori dal Pdl. Il Cavaliere: "Alcune toghe minacciano il governo"

 

 

Ecco il documento integrale approvato dall’ufficio di presidenza del Popolo della libertà.

 

«Anche il corso dell’attuale legislatura è stato turbato dall’azione di una parte tanto esigua quanto dannosa della magistratura, dimentica del proprio ruolo di imparzialità. Si tratta di una questione che è giunta ormai a intaccare la natura stessa della democrazia, che si fonda cioè su un corretto e giusto equilibrio fra i diversi poteri e ordini dello Stato.
Questo equilibrio, che le diverse tradizioni politiche che contribuirono a scrivere la nostra Carta costituzionale avevano cercato di garantire e di preservare, è completamente saltato, soprattutto dopo le vicende giudiziarie che hanno travolto il sistema politico della cosiddetta Prima Repubblica.
Cosicché l’Italia è l’unico Paese in cui la magistratura ha finito per acquisire un peso così abnorme nella vita democratica e di converso il potere politico fondato sulla sovranità popolare rischia di apparire impotente a svolgere le proprie finalità.
Questo problema non riguarda una sola persona o un solo partito ma la natura stessa della democrazia e la capacità di chi è investito di una responsabilità politica di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dell’intero Paese.
Per questo il Popolo della libertà si sente impegnato a sostenere con forza in Parlamento una riforma delle istituzioni che consenta una maggiore efficacia dell’azione dell’esecutivo, anche nell’ambito dell’elezione diretta del capo del governo e di un sistema di contrappesi fondati anche su un maggior potere di controllo e di indirizzo del Parlamento.
Nel contempo il Popolo della libertà ritiene urgente una riforma della giustizia che ridisegni i rapporti fra i diversi poteri e ordini dello Stato, nel segno dell’equilibrio e della reciproca autonomia e indipendenza. Nell’ambito di questa riforma complessiva della giustizia si pone anche l’opportunità di una legge che ponga un limite alla durata indefinita dei processi, che rappresenta di fatto in Italia una pena aggiuntiva, giustamente condannata dalla Corte europea dei diritti. Infine si è stabilito di riproporre in veste costituzionale il contenuto del Lodo Alfano».
L’ufficio di presidenza ha dato mandato ai coordinatori nazionali di presentare entro la prossima settimana le proposte riguardanti i candidati alle prossime elezioni regionali.
Inoltre l’ufficio di presidenza ha dato incarico alla Consulta «Riforme e problemi dello Stato» di avviare «l’esame delle proposte relative alla questione della cittadinanza verificandone anche la sintonia con il programma di governo sottoposto agli elettori. Mentre ha ribadito che ogni ipotesi di voto ai non cittadini italiani è estranea al programma e alla linea politica del Popolo della libertà».
L’ufficio di presidenza ha infine approvato l’avvenuto avvio della campagna tesseramento 2009-2010 e le relative iniziative che il Popolo della libertà organizzerà nel fine settimana 12-13 dicembre in tutte le principali città italiane. «Tutti i punti del presente documento sono stati votati all’unanimità dai componenti dell’ufficio di presidenza». 

 

 

Nota:

La riforma della Giustizia deve essere inserita in una più ampia riforma generale del sistema Italia, che attualmente permette “licenze” ed iniziative illegittima di ogni genere e da parte di tutti.

Il tutto non puà prescindere da una riforma modernizzatrice della COSTITUZIONE che data 1947 e che indirizza il Paese e la sua legislazione esclusivamente in un senso, quello dell’ antifascismo, mentre dovrebbe contemplare tutti i movimenti autoritari comprendendo il comunismo ed il giustizialismo.

E finalmente inserire concetti come quelli di  LIBERTA’   e di  RESPONSABILITA’ per ora lasciati nel dimenticatoio-

 

Mariano Scavo – Reggio Emilia

 




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